CARICA ELETTRICA — DEFINIZIONE & QUANTIZZAZIONE

La carica elettrica q è una proprietà intrinseca della materia che determina l'interazione elettromagnetica. Esistono due segni: positivo (protone) e negativo (elettrone). Cariche dello stesso segno si respingono; di segno opposto si attraggono.

Quantizzazione della Carica
Carica quantizzata q = n · e n ∈ ℤ,  e = 1.602 × 10−19 C  (carica elementare)

La carica è quantizzata: ogni carica osservabile è un multiplo intero della carica elementare e. Non esistono frazioni di e libere in natura (i quark hanno carica ±e/3, ma non si osservano isolati per confinamento QCD).

Conservazione della Carica

La carica elettrica totale di un sistema isolato è costante nel tempo. Forma locale (equazione di continuità):

∂ρ/∂t + ∇·J = 0 ρ = densità di carica volumetrica [C/m³],  J = densità di corrente [A/m²]
Forma integrale: dQenc/dt = −∮S J·dA (la variazione di carica in un volume = flusso di corrente uscente)
Grandezze di Distribuzione della Carica
GrandezzaSimboloUnità SIDefinizione
Carica totaleq, QCoulomb [C = A·s]proprietà scalare
Carica elementaree1.602×10−19 Ccarica del protone
Densità volumetricaρ[C/m³]Q = ∫∫∫ ρ dV
Densità superficialeσ[C/m²]Q = ∫∫ σ dA
Densità lineareλ[C/m]Q = ∫ λ dl
LEGGE DI COULOMB

La Legge di Coulomb descrive la forza tra due cariche puntiformi q1 e q2 separate da una distanza r nel vuoto.

Forma vettoriale F12 = ke · (q1q2 / r²) · r̂12 ke = 1/(4πε0) = 8.988 × 109 N·m²/C² 12 = versore da q1 verso q2
ε0 = 8.854 × 10−12 F/m  (permittività del vuoto)
Principio di Sovrapposizione

La forza su una carica di prova q dovuta a N cariche sorgente è la somma vettoriale delle forze singole:

F = Σi ke · (qQi / ri²) · r̂i Valido nell'elettrostatica lineare. Per distribuzioni continue: F = q ∫ ke(dq'/r²) r̂ dV'
Coulomb vs Gravità
ProprietàGravità (Newton)Coulomb
FormulaF = G m1m2/r²F = ke q1q2/r²
CostanteG = 6.67×10−11 N·m²/kg²ke = 8.99×109 N·m²/C²
Segnosempre attrattivaattrattiva o repulsiva
Schermaturanon schermabilesì (gabbia di Faraday)
Fe/Fg (e-p+)≈ 1036 — la forza EM è di gran lunga dominante a scala atomica
CAMPO ELETTRICO

Il campo elettrico E è la forza per unità di carica che agirebbe su una carica di prova q0 infinitesima (per non perturbarne le sorgenti):

Definizione operativa E = limq0→0 F/q0   [V/m = N/C]
Campo di Carica Puntiforme
E = ke Q / r² · r̂ Radiale uscente per Q > 0, entrante per Q < 0. Le linee di campo partono da cariche positive e terminano su cariche negative.
Distribuzioni Continue (simmetria)
DistribuzioneCampo E
Filo ∞ (λ C/m, dist. r)E = λ / (2πε0r) — radiale
Piano ∞ (σ C/m²)E = σ / (2ε0) — perpendicolare, uniforme
Sfera conduttrice carica Q, r > RE = kQ/r² (come carica puntiforme)
Sfera conduttrice, r < RE = 0 (interno del conduttore)
Condensatore piano (σ C/m²)E = σ/ε0 tra le armature (uniforme)
Flusso del Campo Elettrico
ΦE = ∱S E · dA   [V·m = N·m²/C] dA = dA · n̂ (versore normale uscente dalla superficie)
Relazione Campo — Potenziale
E = −∇V  →  Ex = −∂V/∂x,  Ey = −∂V/∂y,  Ez = −∂V/∂z Il campo elettrico punta nella direzione di massima diminuzione del potenziale e è perpendicolare alle superfici equipotenziali.
POTENZIALE ELETTRICO

Il potenziale elettrico V è l'energia potenziale per unità di carica. È uno scalare, spesso più comodo del campo vettoriale E. Il campo elettrostatico è conservativo: il lavoro dipende solo dagli estremi, non dal cammino.

Definizione tramite lavoro V(P) = W∞→P / q0 = −∫P E · dl   [V = J/C] V(∞) = 0 per convenzione. Il potenziale è definito a meno di una costante additiva.
Potenziale di Carica Puntiforme
V(r) = ke Q / r Superfici equipotenziali: sfere concentriche. Per distribuzione di cariche: V = Σi keQi/ri (sovrapposizione scalare).
Differenza di Potenziale (ddp)
VAB = VA − VB = −∫BA E · dl = WB→A / q Il cammino di integrazione è arbitrario (campo conservativo).
Energia Potenziale del Sistema
Sistema di N cariche U = (1/2) Σi Σj≠i ke qiqj / rij Coppia singola: U = ke q1q2 / r12 Il fattore 1/2 evita il doppio conteggio. U > 0 = repulsione; U < 0 = attrazione.
In un conduttore in equilibrio elettrostatico: Einterno = 0, tutto il conduttore è a potenziale costante (equipotenziale). La carica libera risiede esclusivamente sulla superficie esterna.
LEGGE DI GAUSS

La Legge di Gauss (1ª equazione di Maxwell) mette in relazione il flusso elettrico uscente da qualsiasi superficie chiusa con la carica totale racchiusa al suo interno.

Forma integrale S E · dA = Qenc / ε0
Forma differenziale (1ª equazione di Maxwell) ∇ · E = ρ / ε0 ρ = densità volumetrica di carica libera [C/m³]
Applicazioni con Alta Simmetria

Si sceglie una superficie di Gauss che sfrutti la simmetria per estrarre E dall'integrale:

GeometriaSuperficie di GaussCampo risultante
Sfera carica Q (raggio R), r > Rsfera rE = kQ/r² radiale
Sfera isolante uniforme, r < Rsfera r < RE = kQr/R³ (cresce linearm.)
Cilindro ∞ (λ C/m)cilindro coassiale rE = λ/(2πε0r)
Piano ∞ (σ C/m²)pillbox simmetricoE = σ/(2ε0)
Conduttore (qualsiasi forma)superficie internaE = 0
FORZA DI LORENTZ

La forza di Lorentz è la forza totale su una carica q in presenza di campi E e B:

Forza di Lorentz F = q (E + v × B) v = velocità della carica,  B = campo magnetico [T = Wb/m² = kg/(A·s²)]
Componente Magnetica
FB = q v × B |FB| = qvB sinθ  (θ = angolo tra v e B) La forza magnetica è sempre ⊥ a v → non compie lavoro → non cambia il modulo della velocità, solo la direzione.
Moto in Campo Magnetico Uniforme
CondizioneTraiettoriaFormula
vBCircolare uniformer = mv/(qB),  ωc = qB/m (frequenza di ciclotrone)
vBLineare uniformeFB = 0
v genericoElicoidalecomposizione delle due
Forza su Conduttore Percorso da Corrente
dF = I dl × B Filo rettilineo di lunghezza L in campo uniforme: F = I L l̂ × B Principio del motore elettrico: la corrente in un campo magnetico subisce una forza meccanica.
LEGGE DI BIOT-SAVART

La Legge di Biot-Savart permette di calcolare il campo magnetico generato da qualsiasi distribuzione stazionaria di corrente:

Forma differenziale dB = (μ0/4π) · I dl × r̂ / r² μ0 = 4π × 10−7 T·m/A (permeabilità magnetica del vuoto)
r = distanza dall'elemento di corrente al punto campo, r̂ = versore corrispondente
Risultati Notevoli
ConfigurazioneCampo B
Filo rettilineo ∞ (dist. r, corrente I)B = μ0I / (2πr) — circolare intorno al filo (regola della mano destra)
Centro di una spira circolare (raggio R)B = μ0I / (2R) — perpendicolare alla spira
Solenoide ideale (n spire/m)B = μ0nI = μ0NI/l — uniforme interno, nullo esterno
Toroide (N spire, raggio r)B = μ0NI / (2πr) — confinato all'anello
LEGGE DI AMPERE
Forma integrale (regime stazionario) C B · dl = μ0 Ienc
Forma differenziale generalizzata (4ª equazione di Maxwell) ∇ × B = μ0J + μ0ε0E/∂t Il termine μ0ε0E/∂t è la corrente di spostamento di Maxwell: un campo E variabile genera B anche in assenza di cariche fisiche in movimento.
La corrente di spostamento è essenziale per la coerenza delle equazioni (conservazione della carica) e per la propagazione delle onde elettromagnetiche nel vuoto.
LEGGE DI FARADAY — INDUZIONE ELETTROMAGNETICA

La Legge di Faraday (3ª equazione di Maxwell) afferma che una variazione del flusso magnetico concatenato con un circuito induce una forza elettromotrice:

Forma integrale EMF = −dΦB/dt  →  ∮C E · dl = −d/dt ∪S B · dA
Forma differenziale (3ª equazione di Maxwell) ∇ × E = −∂B/∂t
Legge di Lenz

Il segno negativo esprime la Legge di Lenz: la FEM indotta produce una corrente il cui effetto magnetico si oppone alla variazione di flusso che l'ha generata. È un'espressione del principio di conservazione dell'energia.

Auto-Induttanza
ΦB = L · I  →  EMF = −L · dI/dt Solenoide: L = μ0n²V = μ0N²A/l   [H = Wb/A = V·s/A] n = spire/m, V = volume, A = sezione, l = lunghezza
Un induttore si oppone alle variazioni di corrente (inerzia magnetica). Energia immagazzinata: UL = ½LI²
Mutua Induttanza (base dei trasformatori)
EMF2 = −M · dI1/dt M = k√(L1L2)   con k ∈ [0,1] = fattore di accoppiamento M = μ0N1N2A/l per solenoidi coassiali ideali
Trasformatore ideale: V2/V1 = N2/N1,   I2/I1 = N1/N2
Densità di Energia del Campo Magnetico
uB = B² / (2μ0)   [J/m³] Duale di uE = ε0E²/2. In un'onda EM: uE = uB in media.
EQUAZIONI DI MAXWELL (Riepilogo)

Le equazioni di Maxwell costituiscono la teoria completa dell'elettromagnetismo classico. Nel vuoto, forma differenziale:

#Equazione differenzialeForma integraleSignificato fisico
I ∇ · E = ρ/ε0 E·dA = Qenc0 Gauss: le cariche generano E
II ∇ · B = 0 B·dA = 0 Non esistono monopoli magnetici
III ∇ × E = −∂B/∂t E·dl = −dΦB/dt Faraday: B variabile genera E
IV ∇ × B = μ0J + μ0ε0E/∂t B·dl = μ0(I + Id) Ampère-Maxwell: correnti e E variabile generano B
Costanti Fondamentali e Velocità della Luce
c = 1/√(μ0ε0) = 2.998 × 108 m/s Nel mezzo: v = c/n,  n = √(εrμr) = indice di rifrazione Le onde EM sono auto-sostenute dall'accoppiamento fra eq. III e IV: E variabile genera B, B variabile genera E.
Equazioni in un Mezzo Lineare
GrandezzaFormulaNote
Vettore D (spostamento)D = εE = ε0εrEPermittività relativa εr
Vettore H (campo H)H = B/(μ0μr)Permeabilità relativa μr
Gauss nel mezzo∇·D = ρfsolo cariche libere
Ampère nel mezzo∇×H = Jf + ∂D/∂tsolo correnti libere
TENSIONE — DIFFERENZA DI POTENZIALE

In un circuito, la tensione (o differenza di potenziale, ddp) tra due nodi A e B è il lavoro compiuto per unità di carica per spostare una carica positiva da B ad A attraverso il circuito:

Definizione circuitale VAB = VA − VB = WB→A / q   [V = J/C] La tensione è relativa. Si fissa un nodo di riferimento (massa/ground) a V = 0.
Convenzioni e Notazioni
SimboloSignificato
GND / ⏚Ground: nodo di riferimento a 0 V
VppTensione picco-picco (AC): Vmax − Vmin
VrmsTensione efficace: Vrms = Vp/√2 (onda sinusoidale)
VavgValore medio su un periodo T: Vavg = (1/T)∫0T v(t) dt
Tensione AC Sinusoidale
v(t) = Vp sin(ωt + φ) Vrms = Vp / √2 ≈ 0.707 Vp ω = 2πf = pulsazione [rad/s],  φ = fase iniziale [rad]
Esempio rete italiana: 230 Vrms @ 50 Hz → Vp ≈ 325 V
FORZA ELETTROMOTRICE (FEM) & GENERATORI

La forza elettromotrice (FEM, o EMF) è il lavoro per unità di carica compiuto da forze non-elettrostatiche (chimica, meccanica, termica…) all'interno del generatore che mantiene la separazione di carica:

EMF = ε = Wnon-EM / q   [V]
Modello di Thevenin del Generatore Reale
Vterm = ε − I · ri ri = resistenza interna del generatore.
Circuito aperto (I=0): V = ε.   Cortocircuito: Icc = ε/ri, V = 0.
CondizioneTensione terminaleCorrente
Circuito apertoV = εI = 0
CortocircuitoV = 0Icc = ε/ri
Carico RLV = εRL/(RL+ri)I = ε/(RL+ri)
Max trasferimento potenzaV = ε/2RL = ri → Pmax = ε²/(4ri)
Teoremi di Thevenin e Norton

Qualsiasi rete lineare bipodale può essere sostituita da un equivalente:

ModelloEquivalenteParametri
TheveninGen. tensione Vth + Rth in serieVth = Voc,  Rth = Voc/Isc
NortonGen. corrente IN in parallelo a RNIN = Isc,  RN = Rth
LEGGE DI KIRCHHOFF DELLE TENSIONI (KVL)

La KVL è conseguenza diretta della conservatività del campo elettrostatico:

Seconda legge di Kirchhoff Σk Vk = 0   (lungo qualsiasi maglia chiusa) La somma algebrica delle tensioni in un percorso chiuso è zero.
Convenzione: (+) se si percorre l'elemento nel verso della tensione (da − a +), (−) altrimenti.
Attenzione: la KVL è esatta per circuiti a parametri concentrati con variazioni di flusso magnetico trascurabili fuori dai componenti. In presenza di flusso variabile concatenato con la maglia (es. induttore), la FEM indotta va inclusa esplicitamente come generatore.
CORRENTE ELETTRICA — DEFINIZIONE & DENSITÀ

La corrente elettrica è il flusso netto di carica attraverso una sezione del conduttore nell'unità di tempo:

Definizione I = dq/dt   [A = C/s] Corrente convenzionale: direzione del moto delle cariche positive (nei metalli è opposta al moto degli elettroni).
Densità di Corrente
J = I / A · â   [A/m²]   (conduttore uniforme) In generale: I = ∪S J · dA â = versore nella direzione del flusso di corrente
Velocità di Deriva
I = n · q · vd · A  →  J = nqvd n = densità numerica dei portatori [m−3]
vd = velocità di deriva [m/s] — nei metalli tipicamente mm/s, molto inferiore alla velocità termica (~106 m/s)
La velocità del segnale (≈ c) è quella del campo EM, non degli elettroni. In un filo di Cu Ø1mm con I = 1 A: vd ≈ 0.07 mm/s.
MODELLO DI DRUDE & LEGGE DI OHM MICROSCOPICA

Il modello di Drude (1900) descrive i metalli come un gas di elettroni liberi soggetti a collisioni con il reticolo ionico. Tra una collisione e l'altra (tempo libero medio τ), un elettrone accelera sotto il campo E:

me a = eE  →  vd = eτE/me  →  J = nevd = (ne²τ/me)E J = σE  (Legge di Ohm microscopica) σ = ne²τ/me = conducibilità [S/m = Ω−1m−1]
ρ = 1/σ = resistività [Ω·m]
Conducibilità dei Materiali
Materialeσ [S/m]ρ [Ω·m]Tipo
Argento (Ag)6.3 × 1071.59 × 10−8Conduttore
Rame (Cu)5.8 × 1071.72 × 10−8Conduttore
Alluminio (Al)3.5 × 1072.65 × 10−8Conduttore
Silicio (Si) intrinseco≈ 1.6 × 10−3≈ 640Semiconduttore
Germanio (Ge)≈ 2.2≈ 0.46Semiconduttore
Vetro≈ 10−12≈ 1012Isolante
Aria secca≈ 10−15≈ 1015Isolante
LEGGE DI KIRCHHOFF DELLE CORRENTI (KCL)

La KCL è conseguenza diretta della conservazione della carica:

Prima legge di Kirchhoff Σk Ik = 0   (in ogni nodo) La somma algebrica delle correnti in un nodo è zero.
Convenzione standard: correnti entranti (+), uscenti (−).
Forma locale: ∇·J = −∂ρ/∂t. In regime stazionario (DC): ∇·J = 0, la corrente non si accumula in nessun nodo. La KCL è la versione a parametri concentrati di questo principio.
RESISTENZA — LEGGE DI OHM

La resistenza R di un elemento è il rapporto tra tensione e corrente (per elementi ohmici, cioè lineari):

Legge di Ohm macroscopica V = I · R   [Ω = V/A] Conduttanza: G = 1/R   [S = Ω−1 = A/V]
Un componente è ohmico se R non dipende da V né da I. I resistori reali lo sono in prima approssimazione entro il range operativo. Diodi, transistor, lampade ecc. sono non-ohmici (non-lineari).
RESISTIVITÀ & DIPENDENZA DALLA TEMPERATURA
Resistenza geometrica R = ρ · L / A ρ = resistività del materiale [Ω·m],  L = lunghezza [m],  A = sezione trasversale [m²]
Raddoppiando L → R raddoppia; raddoppiando A → R dimezza.
Dipendenza dalla Temperatura
R(T) = R0 [1 + α(T − T0)] ρ(T) = ρ0 [1 + α(T − T0)] α = coefficiente termico di resistività [K−1]
α > 0 nei metalli (R aumenta con T: più collisioni termiche)
α < 0 nei semiconduttori (R diminuisce con T: più portatori liberi)
T0 = 20°C (riferimento standard)
Materialeα [×10−3 K−1]Nota
Rame (Cu)+3.9Conduttore tipico
Alluminio (Al)+4.0Conduttore
Tungsteno (W)+4.5Filamento lampade
Nichel-Cromo (Ni-Cr)+0.1Resistori di precisione, riscaldatori
Constantan (Cu-Ni 55-45)≈ 0Resistenze di precisione, termocoppia
Silicio (Si)−75Semiconduttore: R cala con T
NTC (termistor)−3%…−5%/°CSensore di temperatura
Superconduttività

Sotto la temperatura critica Tc, certi materiali mostrano ρ = 0 esatto (effetto Meissner: espulsione di B). Esempi: Hg (Tc = 4.2 K), Pb (7.2 K), YBCO (93 K, superconduttore ad alta temperatura).

POTENZA ELETTRICA & EFFETTO JOULE
Potenza istantanea P = dW/dt = V · I   [W = J/s = V·A]
Resistore (tutto convertito in calore — effetto Joule) P = V · I = I² · R = V² / R Densità di potenza nel volume del conduttore: p = J·E = σE² = ρJ² [W/m³]
Energia e Calorimetria
W = P · t = I²Rt   [J] Calore sviluppato: Q = mcpΔT → ΔT = I²Rt/(mcp) Principio di fusibili, riscaldatori, forni a resistenza.
Potenza in AC
GrandezzaFormulaUnitàNote
Potenza attiva (reale)P = VrmsIrmscosφ[W]Lavoro utile, dissipata in R
Potenza reattivaQ = VrmsIrmssinφ[VAR]Scambiata con L e C (non dissipata)
Potenza apparenteS = VrmsIrms[VA]S² = P² + Q²
Fattore di potenzaPF = cosφ = P/Sadim.PF = 1 per carico puramente R
RESISTENZE IN SERIE E PARALLELO
Serie
Req = R1 + R2 + … + Rn Stessa corrente, tensioni si sommano

Partitore di tensione:

Vk = Vtot · Rk / ΣRi
Parallelo
1/Req = 1/R1 + 1/R2 + … + 1/Rn Due rami: Req = R1R2/(R1+R2) Stessa tensione, correnti si sommano

Partitore di corrente (due rami):

I1 = Itot · R2/(R1+R2)
Trasformazione Triangolo ⇔ Stella (Δ↔Y)
TrasformazioneFormula
Δ → YR1 = RbRc/(Ra+Rb+Rc) (ciclicamente)
Y → ΔRa = (R1R2+R2R3+R3R1)/R1
Caso simmetrico RΔ = RRY = R/3
CODICE COLORI RESISTORI (IEC 60062)
ColoreCifraMoltiplicatoreTolleranzaTCR [ppm/°C]
⬛ Nero0×1
🧱 Marrone1×10±1%100
🔴 Rosso2×100±2%50
🟠 Arancio3×1k15
🟡 Giallo4×10k25
🟢 Verde5×100k±0.5%
🔵 Blu6×1M±0.25%10
🟣 Viola7×10M±0.1%5
⬜ Grigio8×100M±0.05%
⬜ Bianco9×1G
🌟 Oro×0.1±5%
🌞 Argento×0.01±10%
Mnemonico: Nero Marrone Rosso Arancio Giallo Verde Blu Violetto Grigio Bianco → "Non Mi Riesce Ancora Guadagnar, But Very Good Boy"
Lettura Resistori 4 e 5 Fasce
FasceStrutturaEsempio
4 bande[c][c][molt.][toll.]Giallo-Viola-Rosso-Oro = 47 × 100 ±5% = 4700 Ω ±5%
5 bande[c][c][c][molt.][toll.]Rosso-Nero-Nero-Marrone-Marrone = 200 × 10 ±1% = 2000 Ω ±1%
CAPACITÀ — DEFINIZIONE & GEOMETRIA

La capacità C di un condensatore misura la sua attitudine ad accumulare carica per unità di differenza di potenziale:

Definizione C = Q / V   [F = C/V] C dipende solo dalla geometria e dal dielettrico, non da Q né da V.
Condensatori Idealizzati per Geometria
GeometriaCapacitàCampo interno
Piano-parallelo (area A, dist. d)C = ε0A/dE = σ/ε0 uniforme
Cilindrico (raggi a<b, lung. L)C = 2πε0L / ln(b/a)E = λ/(2πε0r) radiale
Sferico (raggi a<b)C = 4πε0ab/(b−a)E = Q/(4πε0r²)
Sfera isolata (raggio R)C = 4πε0R(limite b→∞)
Relazione I-V del Condensatore (dominio del tempo)
I = C · dV/dt  →  V(t) = (1/C) ∫ I dt In DC (dV/dt = 0): I = 0 → il condensatore si comporta come circuito aperto a regime.
In AC: ZC = 1/(jωC) → |ZC| = 1/(ωC) diminuisce all'aumentare della frequenza.
ENERGIA NEL CONDENSATORE
Energia elettrostatica immagazzinata U = Q²/(2C) = CV²/2 = QV/2   [J] Derivazione: U = ∫0Q (q/C) dq = Q²/(2C)
Densità di Energia del Campo E
uE = ε0E² / 2   [J/m³] Per condensatore piano: U = uE · Ad = (ε0E²/2)·Ad = CV²/2 ✓ L'energia elettrostatica è distribuita nello spazio dove esiste il campo E, non nelle cariche sulle armature.
Forza tra le Armature
F = Q²/(2ε0A) = ε0E²A/2   (attrattiva) Ricavata da F = −dU/dd a Q costante (il condensatore non è connesso ad un generatore).
DIELETTRICO & POLARIZZAZIONE

Inserire un materiale dielettrico riduce il campo interno: i dipoli molecolari del materiale si allineano con E creando un campo di polarizzazione opposto (P).

C = εr ε0 A/d  →  Cdielettr. = εr Cvuoto Campo ridotto a Q fissa: E = E0r εr = permittività relativa (costante dielettrica), adimensionale, ≥ 1
Polarizzazione e Suscettibilità
P = ε0χeE  →  D = ε0E + P = ε0(1+χe)E = εE χe = εr − 1 = suscettibilità elettrica
D = vettore di spostamento dielettrico [C/m²]
Materiali Dielettrici Comuni
MaterialeεrEbreakdown [MV/m]Applicazione tipica
Vuoto / Aria1.000 / 1.00063Riferimento
Teflon (PTFE)2.160PCB alta frequenza, RF
Polipropilene (PP)2.250–100Condensatori film audio
Vetro5–1010–30Condensatori vetro-mica
FR4 (PCB standard)4.4–4.820PCB digitali/analogici
Ossido di alluminio (Al2O3)9–1010–20Condensatori elettrolitici Al
BaTiO3 (ferroelettrico)103–104variabileCondensatori ceramici MLCC (X5R, X7R)
Tensione di breakdown: superare Ebreakdown ionizza il dielettrico: scorre corrente e il condensatore è distrutto in modo irreversibile. Lavorare sempre con un margine ≥20% rispetto alla tensione nominale massima.
CONDENSATORI IN SERIE E PARALLELO
Parallelo
Ceq = C1 + C2 + … + Cn Stessa tensione; cariche si sommano Analogo a R in serie. Si usa per aumentare la capacità totale.
Serie
1/Ceq = 1/C1 + 1/C2 + … + 1/Cn Due C: Ceq = C1C2/(C1+C2) Stessa carica; tensioni si sommano Ceq < min(Ci). Serve per aumentare la tensione max sopportabile.
Dualità: C in parallelo si comporta come R in serie; C in serie come R in parallelo. Questo riflette la dualità tra tensione e corrente nell'equazione I = C dV/dt.
CIRCUITO RC — CARICA, SCARICA E RISPOSTA IN FREQUENZA

Il circuito RC è il mattone fondamentale di filtri, timer e integratori. La costante di tempo τ = RC determina la scala temporale dei transitori.

Carica (V0 applicata, condensatore inizialmente scarico)
VC(t) = V0 (1 − e−t/τ) I(t) = (V0/R) e−t/τ τ = RC [s].   a t = τ: VC ≈ 0.632 V0.   a t = 5τ: VC ≈ 0.993 V0 (carica completa).
Scarica (condensatore carico a V0, sorgente rimossa)
VC(t) = V0 e−t/τ I(t) = −(V0/R) e−t/τ a t = τ: VC ≈ 0.368 V0.   a t = 5τ: VC ≈ 0.007 V0.
Risposta in Frequenza (filtri del 1º ordine)
ConfigurazioneTipo filtrofcPendenza
Uscita su CPassa-basso (LP)1/(2πRC)−20 dB/dec
Uscita su RPassa-alto (HP)1/(2πRC)−20 dB/dec (per f << fc)
Funzione di trasferimento low-pass H(jω) = 1 / (1 + jωRC) = 1 / (1 + j f/fc) |H| = 1/√(1+(f/fc)²),  φ = −arctan(f/fc) A f = fc: |H| = 1/√2 ≈ 0.707 (−3 dB), φ = −45°
Esempi Pratici di τ = RC
ApplicazioneR tipicoC tipicoτ
Filtro audio passa-basso 1 kHz1.6 kΩ100 nF≈ 160 μs
Timer NE555 @ ~1 Hz1 MΩ1.4 μF≈ 1.4 s
Decoupling alimentazione0.1 Ω (ESR)100 μF≈ 10 μs
Integratore op-amp10 kΩ10 nF≈ 100 μs
Regola pratica: dopo il transitorio è completato (>99%). Il transitorio è al 63.2% a 1τ, 86.5% a 2τ, 95.0% a 3τ, 98.2% a 4τ.
INDUTTANZA — DEFINIZIONE & AUTOINDUZIONE

Un induttore (bobina) immagazzina energia nel campo magnetico. L'autoinduzione è il fenomeno per cui la variazione di corrente nel conduttore induce una FEM che si oppone alla variazione stessa (legge di Lenz).

Flusso Concatenato e Induttanza
Definizione di autoinduttanza L = NΦ/I    [H = V·s/A = Ω·s] FEM autoindotta (conv. passiva): VL = L dI/dt L = autoinduttanza [H],  N = numero di spire,  Φ = flusso per spira [Wb]
Induttanza solenoide ideale L = μ0μr N2 A / l A = area sezione [m2],  l = lunghezza [m],  μr = permeabilità relativa (aria: ≈1, ferrite: 100–10000)
Serie e Parallelo
ConfigurazioneFormulaNota
Serie (senza accoppiamento)Ltot = L1 + L2 + …come le resistenze
Parallelo (senza accoppiamento)1/Ltot = 1/L1 + 1/L2 + …come le resistenze
Serie con accoppiamento MLtot = L1 + L2 ± 2M+ se flussi concordi
Tipologie di Nucleo
Tipoμr tipicoApplicazioniLimite
Aria≈1RF, alta frequenzaL bassa
Ferrite100–3000SMPS, filtri EMIsaturazione, perdite
Toroidalevariabiletrasformatori, filtri potenzaavvolgimento difficile
Polvere di ferro10–100induttori potenza DC/DCperdite a RF
L'induttore si oppone alla variazione di corrente: non può cambiare I istantaneamente. Interrompere bruscamente la corrente genera V = L·dI/dt → picco potenzialmente distruttivo. Prevedere sempre un percorso di dissipazione (diodo flyback, snubber).
INDUTTANZA — ENERGIA & CIRCUITO RL
Energia Immagazzinata
Energia nel campo magnetico WL = ½ L I2    [J] Densità volumetrica: w = B2/(2μ)   [J/m3]
Circuito RL — Transitorio
Costante di tempo τ = L / R    [s]
Carica (V0 applicata, I(0)=0) I(t) = (V0/R)(1 − e−t/τ) VL(t) = V0 e−t/τ a t=τ: I ≈ 63.2% del valore finale. A t=5τ: I ≈ 99.3%.
Scarica (sorgente rimossa, I(0)=I0) I(t) = I0 e−t/τ VL(t) = −R·I0 e−t/τ
Confronto RC vs RL
ParametroCircuito RCCircuito RL
Costante di tempoτ = RCτ = L/R
Grandezza continuaVC (non salta)IL (non salta)
Energia immagazzinata½CV2½LI2
Impedenza complessaZC = 1/(jωC)ZL = jωL
Freq. di taglio 1º ordinefc = 1/(2πRC)fc = R/(2πL)
INDUZIONE MUTUA & TRASFORMATORI
Mutua induttanza M = k √(L1L2)    0 ≤ k ≤ 1 FEM indotta in 2 da 1: V2 = M dI1/dt k = coefficiente di accoppiamento (k=1 accoppiamento perfetto, k≈0 nessuno)
Trasformatore ideale (k=1) V2/V1 = N2/N1 = n     I2/I1 = 1/n Z' = Zcarico/n2   (impedenza riflessa al primario) Potenza conservata: V1I1 = V2I2. Rendimento reale tipico: 95–99%.
Nei trasformatori reali: perdite nel rame (R avvolgimenti), perdite nel ferro (isteresi + correnti di Foucault), flusso disperso (k < 1). Il nucleo a E-I o toroidale minimizza il flusso disperso.
FASORI & IMPEDENZA

In regime sinusoidale stazionario ogni segnale è rappresentato da un fasore (numero complesso). La legge di Ohm generalizzata vale con l'impedenza Z = V/I al posto di R.

Rappresentazione Fasoriale
v(t) = Vm cos(ωt + φ)  ↔  V = Vm∠φ ω = 2πf [rad/s],  Vm = ampiezza,  φ = fase iniziale,  Vrms = Vm/√2
Impedenze dei Componenti
ComponenteImpedenza Z|Z|∠Z
Resistore RRR
Induttore LjωLωL+90°
Condensatore C−j/(ωC)1/(ωC)−90°
Mnemonica ELI the ICE man: in un L la tensione (E) precede la corrente (I); in un C la corrente (I) precede la tensione (E).
Reattanza, Ammettenza e Potenza
GrandezzaSimboloDefinizioneUnità
Reattanza induttivaXLωL = 2πfLΩ
Reattanza capacitivaXC1/(ωC)Ω
ImpedenzaZR + jXΩ
AmmettenzaY = 1/ZG + jBS
Potenza apparenteSVrmsIrmsVA
Potenza attiva (reale)PS cosφW
Potenza reattivaQS sinφVAR
RISONANZA RLC

Un circuito RLC risuona quando XL = XC, ovvero ω0 = 1/√(LC). In serie Z è minima; in parallelo Z è massima.

RLC Serie
Z = R + j(ωL − 1/(ωC)) Zmin = R   (a ω0) Q = ω0L/R = 1/(ω0CR)
RLC Parallelo
Y = 1/R + j(ωC − 1/(ωL)) Zmax = R   (a ω0) Q = Rω0C = R/(ω0L)
Fattore di Qualità Q e Banda
ω0 = 1/√(LC)    BW = f0/Q    [Hz] Q elevato → picco stretto e alto; Q basso → risposta piatta e smorzata.
QTipo rispostaUso tipico
Q < 0.5Sovrasmorzatofiltri wideband, stabilità
Q = 1/√2 ≈ 0.707ButterworthLP/HP 2º ordine massima piattezza
Q = 1Moderatamente risonantefiltri banda media
Q ≫ 1Altamente risonanteoscillatori, filtri notch
Risposta in Frequenza 2º Ordine
Low-pass RLC serie (uscita su C) H(s) = ω02 / (s2 + sω0/Q + ω02) Pendenza −40 dB/dec per f ≫ f0 (doppio rispetto al 1º ordine RC)
DIODI — GIUNZIONE PN

Il diodo a giunzione PN nasce dall'unione di semiconduttore tipo P (lacune maggioritarie) e tipo N (elettroni maggioritari). Al confine si forma la zona di svuotamento e una barriera di potenziale Vbi (≈0.7 V per Si). In polarizzazione diretta la barriera si abbassa e scorre corrente; in inversa si allarga e la corrente è trascurabile.

Equazione del Diodo (Shockley)
Corrente di diodo ID = IS (eVD/(nVT) − 1) VT = kT/q ≈ 25.85 mV a 300 K (tensione termica) IS = corrente di saturazione inversa (10−15–10−6 A),  n = fattore di idealità (1–2)
In diretta (VD ≫ VT): ID ≈ ISeVD/(nVT). La corrente raddoppia ogni ≈18 mV (n=1). In inversa (VD ≪ 0): ID ≈ −IS.
Modelli Pratici
ModelloDescrizioneUso
IdealeCortocircuito in diretta, aperto in inversaanalisi qualitativa
Caduta costanteVD = 0.7 V (Si) in direttaanalisi a bassa freq.
Piccolo segnalerd = nVT/IDamplificatori, RF
SPICEShockley + Rs, Cj, Cdiff, breakdownsimulazione accurata
Tensioni di Soglia Tipiche
TipoVFNote
Silicio (Si)0.6–0.7 Vpiù comune
Germanio (Ge)0.2–0.3 VRF, sensore T
Schottky (metallo-Si)0.15–0.45 Valta velocità, bassa perdita
LED rosso (GaAsP)1.8–2.2 V620–750 nm
LED verde (GaP)2.0–2.5 V520–560 nm
LED blu/bianco (GaN)2.8–3.5 V450–480 nm
SiC2.5–3.3 Valta T, alta tensione
Capacità di Giunzione
Capacità di svuotamento (varicap) Cj(V) = Cj0 / (1 − V/Vbi)m m = 0.33–0.5,  Cj0 = capacità a zero polarizzazione. Base per i varicap (diodi a capacità variabile), usati nei VCO.
TIPI DI DIODO
Diodo Zener

Progettato per operare in breakdown a tensione VZ definita. La tensione rimane quasi costante al variare della corrente (per I ≥ IZmin). Usato come riferimento di tensione e regolatore shunt.

VZ = costante   (2.4–200 V) ZZ = ΔVZ/ΔIZ   (impedenza dinamica, ideale = 0) Pmax = VZ · IZmax. Effetto Zener (<5 V): tunnel. Effetto valanga (>7 V): moltiplicazione a impatto. 5–7 V: misto.
Diodo Schottky

Giunzione metallo-semiconduttore. Nessuna carica di diffusione immagazzinata → commutazione molto rapida (trr ≈ 0). VF bassa (≈0.3 V). Elevata corrente inversa a caldo.

trr ≈ 0 ns  (no minority carrier storage) Uso: raddrizzatori SMPS, protezione pin logici, mixer RF, OR-ing di alimentazioni.
Fotodiodo

Operato in inversa (photoconductive) o senza polarizzazione (photovoltaic). La corrente è proporzionale alla luce incidente.

Iph = Rλ · Popt Rλ = responsività [A/W], tipica 0.4–0.8 A/W per Si a 800–900 nm. In modalità fotovoltaica: celle solari.
LED

Ricombinazione radiativa: lacuna + elettrone → fotone con E = hf = hc/λ. Il colore dipende dal gap energetico del materiale.

ILED = (Vcc − VF) / Rserie Corrente tipica: 5–20 mA indicatori, 350 mA–3 A LED di potenza.
CIRCUITI CON DIODI
Raddrizzatore Mezza Onda
AC ─── D1 ──┬── V+
             │
            R_L
             │
            GND

Conduce solo il semiciclo positivo. Vavg = Vpk/π ≈ 0.318 Vpk. Ripple elevato (fripple = fline).

Ponte di Graetz (Full-Wave)
  D1     D3
┌─>─┬───<─┐
│   │     │ V+
AC+ │     ├── R_L
AC- │     │
└─<─┴───>─┘ GND
  D4     D2

Usa entrambi i semicicli. Vavg ≈ 0.637 Vpk. Perdita: 2·VF. fripple = 2fline.

Regolatore Zener
Rs = (Vin − VZ) / (IZ + Icarico) Dimensionare per IZ ≥ IZmin anche a Icarico,max e Vin,min.
Clipper e Clamper

Clipper: limita il segnale sopra/sotto una soglia. Clamper: sposta il livello DC mantenendo la forma d'onda.

Vclip = VZ + VF   (TVS bidirezionale) TVS (Transient Voltage Suppressor): risposta < 1 ps, ottimizzato per ESD e lightning.
Diodo Flyback (Freewheeling)
Protezione carichi induttivi Dflyback in antiparallelo al carico induttivo Quando il transistore si spegne, L mantiene la corrente: senza diodo V = L·dI/dt → picco distruttivo. Il diodo offre il percorso di ricircolo. Usare Schottky per switching veloce.
Il diodo flyback è obbligatorio per relè, motori, solenoidi pilotati da transistori/FET. Senza di esso il driver si distrugge al primo spegnimento.
BJT — STRUTTURA & REGIONI DI LAVORO

Il Bipolar Junction Transistor è controllato in corrente. Tre terminali: Base (B), Collettore (C), Emettitore (E). Tipi: NPN e PNP. Detto "bipolare" perché coinvolge sia portatori maggioritari che minoritari.

Regioni di Lavoro
RegioneGiunzione BEGiunzione BCStatoUso
Interdizione (Cutoff)InversaInversaOFF — IC≈0interruttore aperto
Attiva DirettaDirettaInversaAmplificazioneamplificatori
SaturazioneDirettaDirettaON — VCE≈0.2 Vinterruttore chiuso
Attiva InversaInversaDirettaβ molto bassoda evitare
Equazioni Fondamentali (regione attiva, NPN)
Correnti dei terminali IC = β IB = α IE     IE = IC + IB α = β/(β+1)    β = α/(1−α)    tipico: β = 50–500 β = hFE (guadagno DC),  α = hFB ≈ 0.98–0.999
Corrente di collettore (Ebers-Moll) IC = IS eVBE/VT · (1 + VCE/VA) VBE ≈ 0.6–0.7 V in attiva per Si VA = tensione di Early (15–150 V): modella la modulazione della larghezza di base con VCE.
BJT — MODELLO A PICCOLO SEGNALE & POLARIZZAZIONE
Parametri del Modello Ibrido-π
Transconduttanza gm = IC/VT Tipico 10–100 mA/V a IC = mA
Resistenza base-emettitore rπ = β/gm = βVT/IC
Resistenza di uscita ro = VA/IC Sorgente di corrente con ro finita
Guadagno di corrente AC hfe = β = gmrπ
Polarizzazione a Partitore (Voltage Divider Bias)
Punto di lavoro Q stabile in temperatura VB = Vcc·R2/(R1+R2)    VE = VB − VBE IC ≈ IE = VE/RE    VCE = Vcc − IC(RC+RE) Stabilità: Ipartitore = Vcc/(R1+R2) ≥ 10·IB. RE introduce retroazione negativa che stabilizza il punto Q al variare di β e T.
BJT — CONFIGURAZIONI FONDAMENTALI
Config.IngressoUscitaAvAiZinZoutFaseUso tipico
CE (Emettitore comune)BC−gmRC≈βrπ≈RC180°amplificatore tensione
CB (Base comune)ECgmRC≈11/gm (bassa)ro (alta)RF, buffer corrente
CC (Emitter follower)BE≈1≈β+1βRE (alta)≈1/gm (bassa)buffer, adattamento Z
CE: configurazione standard per amplificazione. CC (emitter follower): Zin alta e Zout bassa → ottimo buffer. CB: rara, usata a RF per la sua alta Zout e buona risposta in frequenza (no effetto Miller).
MOSFET — STRUTTURA & FUNZIONAMENTO

Il MOSFET (Metal-Oxide-Semiconductor FET) è controllato in tensione (corrente di gate quasi nulla in DC). Quattro terminali: Gate (G), Drain (D), Source (S), Bulk/Body (B). Varianti: Enhancement (più comune) e Depletion; N-channel e P-channel.

Struttura Fisica N-channel Enhancement

Substrato P; regioni N+ di source e drain. Il gate è isolato dal canale da ossido (SiO2), tipicamente 2–10 nm nei moderni processi CMOS. Applicando VGS > Vth si inverte il canale (canale N) e scorre corrente D→S.

Parametri Fondamentali
ParametroSimboloTipicoDescrizione
Tensione di sogliaVth0.5–4 V (N-ch)VGS minima per aprire il canale
Resistenza di onRDS(on)mΩ–Ωin triode profondo
TransconduttanzagmmA/V–A/V∂ID/∂VGS
Capacità gateCGS, CGDpF–nFlimitano la velocità di switching
Tensione di breakdownBVDSS20–1200 Vmax VDS sicura
MOSFET — REGIONI DI LAVORO
N-channel Enhancement MOSFET
RegioneCondizioneID
Interdizione (Off)VGS < Vth≈0
Triodo (Lineare)VGS > Vth, VDS < Vovkn(W/L)[(VGS−Vth)VDS − VDS2/2]
SaturazioneVGS > Vth, VDS ≥ Vov½kn(W/L)(VGS−Vth)2
Parametri del modello Vov = VGS − Vth  (overdrive)    kn = μnCox [A/V2] gm = kn(W/L)Vov = √(2kn(W/L)ID)    ro = |VA|/ID μn ≈ 450 cm2/Vs (elettroni Si),  μp ≈ 160 cm2/Vs (lacune Si) → NMOS circa 2–3× più veloce di PMOS a parità di W/L.
BJT vs MOSFET — Confronto
CaratteristicaBJTMOSFET
ControlloCorrente (IB)Tensione (VGS)
Corrente di controllo DCIB = ICIG ≈ 0
TransconduttanzaIC/VT (alta a bassi mA)k(W/L)Vov (scalabile)
Tensione di saturazioneVCE,sat ≈ 0.2 VVDS,on = ID·RDS(on)
Rumore 1/fBassoPiù elevato
Integrazione VLSIDifficileOttimale (CMOS)
MOSFET — CMOS & USO COME SWITCH
Logica CMOS

La logica CMOS usa coppie NMOS+PMOS complementari. In stato statico uno dei due è sempre OFF: corrente DC ≈ 0. La dissipazione avviene durante le commutazioni (carica/scarica Cgate).

Potenza dinamica CMOS P = α CL Vdd2 f α = attività di commutazione (0–1),  CL = capacità di carico. Ridurre Vdd è l'azione più efficace (effetto quadratico).
MOSFET come Switch di Potenza
ParametroPerditaCome ottimizzare
RDS(on)Pcond = ID2RDS(on)·DMOSFET bassa RDS(on), VGS alta
Qg (gate charge)Psw = QgVGSfdriver rapido, Qg bassa
tr, tf (rise/fall time)Psw ∝ (tr+tf)fRgate bassa, driver capace
Perdite totali switch MOSFET Ptot = ID2RDS(on)D + ½VDSID(tr+tf)f D = duty cycle. Le perdite di commutazione crescono linearmente con f → limite superiore alla frequenza di switching.
Per NMOS high-side (source non a GND) serve un bootstrap o gate driver isolato: VGS deve essere ≥ Vth + Vov sopra Vsource, che può superare Vdd.
FILTRI — RC, RL, RLC

I filtri selezionano componenti in frequenza del segnale. I filtri passivi usano R, L, C; quelli attivi aggiungono un op-amp per guadagno e migliore isolamento.

Filtri del 1º Ordine
TipoTopologiaH(jω)fcPendenza
LP-RCR serie, C a GND1/(1+jωRC)1/(2πRC)−20 dB/dec
HP-RCC serie, R a GNDjωRC/(1+jωRC)1/(2πRC)+20 dB/dec
LP-RLR serie, L a GND1/(1+jωL/R)R/(2πL)−20 dB/dec
HP-RLL serie, R a GNDjωL/R/(1+jωL/R)R/(2πL)+20 dB/dec
Filtri del 2º Ordine RLC
Low-pass RLC serie (uscita su C) H(s) = ω02 / (s2 + sω0/Q + ω02) f0 = 1/(2π√(LC))    Q = (1/R)√(L/C) Pendenza: −40 dB/dec. Tipi: LP (uscita su C), HP (uscita su L), BP (uscita su R), Notch (uscita su serie L+C).
Filtri Attivi con Op-Amp
TopologiaTipoVantaggi
Sallen-KeyLP/HP 2º ordineQ controllabile, guadagno unitario semplice
Multiple Feedback (MFB)LP/BP 2º ordinebassa sensibilità ai componenti
State VariableLP+HP+BP simultaneoQ e f0 regolabili indipendentemente
Butterworthqualsiasimassima piattezza in banda passante
Chebyshevqualsiasirolloff più ripido, ripple in banda
BesselLPritardo di gruppo costante (fase lineare)
Filtro di Alimentazione a π
V_in ─── C1 ─┬─ L ─┬─── V_out
             GND   C2
                   │
                  GND
Att ≈ −60 dB/dec per f ≫ fc    fc ≈ 1/(2π√(LCtot)) Superiore al semplice LC (−40 dB/dec). Tipico: L=10–100 μH, C=10–470 μF per alimentatori DC.
PROTEZIONE & RIDUZIONE DISTURBI
Snubber RC

Limita il dV/dt sui transistori di potenza durante la commutazione. Assorbe l'energia del picco induttivo.

Rs ≈ √(Lpar/Cs) Lpar = induttanza parassita del layout. Tenere i loop di commutazione il più piccoli possibile sul PCB.
TVS — Transient Voltage Suppressor

Diodo Zener ottimizzato per picchi ad alta corrente (ESD, lightning, inductive kick). Risposta < 1 ps. Disponibile unidirezionale e bidirezionale.

Ppulse = VBr · IPP ≤ PPP,max Scegliere VBr > Vmax,normale ma abbastanza bassa da proteggere il componente a valle.
Ferrite Bead

Induttore ad alta perdita per RF: presenta alta impedenza (resistiva) alle alte frequenze, filtrando i disturbi EMI senza creare risonanze. Usato in serie su alimentazioni e linee segnale.

Zbead = R(f) + jX(f)   (vedere datasheet) La corrente di saturazione riduce drasticamente Z. Scegliere il bead con Z massima alla frequenza del disturbo da attenuare.
Protezione ESD
ModelloTensioneContesto
HBM (Human Body)≈1.5 kVhandling manuale
CDM (Charged Device)0.5–1 kVautomazione PCB
IEC 61000-4-24–30 kVlivello sistema
PRATICHE ESSENZIALI — DECOUPLING, PULL-UP, PARTITORE, DEBOUNCE
Condensatori di Bypass

Ogni IC deve avere condensatori di bypass il più vicino possibile ai pin VCC. Filtrano i transitori di corrente ad alta frequenza che l'alimentatore non può seguire.

ValoreTipoScopo
100 nFceramico X7R/X5Rbypass HF (10–100 MHz)
10 μFceramico o tantaliobypass MF (1–10 MHz)
100 μFelettroliticobulk charge, bassa frequenza
100 nF ceramico su ogni pin VCC, il più vicino possibile. Il via è più vicino al pad IC che alla rete di alimentazione.
Pull-up e Pull-down

Definiscono lo stato logico in assenza di driver attivo (alta Z, bus I2C, switch).

TipoCollegamentoStato default
Pull-upR verso VCCHIGH (1)
Pull-downR verso GNDLOW (0)
Rpullup tipico: 1 kΩ–100 kΩ I2C: 4.7 kΩ a 100 kHz, 2.2 kΩ a 400 kHz, 1 kΩ a 1 MHz. R bassa = fronte veloce, ma corrente elevata (dispositivo in stato basso).
Partitore di Tensione
Vout = Vin · R2 / (R1+R2) Zout = R1||R2 Valido se Rcarico ≥ 10·R2. Per ADC: Zout ≤ 1/10 dell'impedenza di ingresso ADC. Uso: adattamento 5V→3.3V, riferimenti, polarizzazione BJT.
Debounce dei Contatti

Ogni contatto meccanico genera rimbalzi per 1–100 ms. Devono essere eliminati prima della logica digitale.

RC + Schmitt trigger τ = RC ≈ 10–50 ms   (R=10 kΩ, C=1–10 μF) Lo Schmitt trigger (es. 74HC14) ha isteresi: elimina le false commutazioni ai bordi. Debounce SW: due letture concordi a 20–50 ms di distanza.
Regole Pratiche di Layout PCB
RegolaMotivo
Loop di commutazione il più piccoli possibileRiduce Lpar e EMI irradiata
Piano di massa continuo (ground plane)Bassa impedenza di ritorno, schermatura
Separare masse analogica e digitale (star ground)Evita iniezione di rumore digitale nel segnale analogico
Via del condensatore di bypass corto, vicino al padL del via riduce l'efficacia ad alta frequenza
Tracce differenziali di uguale lunghezzaRiduce Common-Mode noise e skew
Non attraversare slot nel piano di massaInterrompe il ritorno della corrente, crea EMI